Pubblicato da: Sadugo | 18 marzo 2010

CHE DISASTRO VINCENT FREEMAN

Vincent sgranocchiava i suoi mars al caramello da circa tre ore standosene seduto sulla sua vecchia BMX, alternava schifezze caramellose a caramelle gommose andando incontro a tutte le possibili complicazioni che la sua dentista SudoMasochista, chiamata cosi per i suoi problemi con le ghiandole sudoripare e l’inclinazione a infliggere dolore, gli aveva pronosticato.
Carie, ascesso, alitosi, gengivite, parodontopatia, stomatite, afte, pulpite, deperimento, Vincent amava il rischio, un Bounty prima di dormire per lui equivaleva a una corsa in auto, era un adolescente spericolato, bruciava la candela da due parti, amava la vita rischiosa, Vincent Freeman cresceva correndo con le forbici in mano.
E quel giorno era li, ai giardini pubblici sulla sua BMX rossa con l’aria da adolescente perduto, i jeans nuovi di pacca rimediati dal nipote della Signora Zimmerman del terzo piano, gli occhiali da sole modello top gun trovati nelle patatine al formaggio di cui mantenevano ostinatamente l’odore e la maglietta di Gary Lineker ottenuta con una dura raccolta punti del Guerin Sportivo e che ora indossava con orgoglio. Gary Lineker era l’unico giocatore di fama mondiale a non aver preso nemmeno un ammonizione, oltre aver fatto anche valanghe di gol. Anche Vincent freeman non aveva mai preso nemmeno un cartellino giallo, ma non aveva mai fatto valanghe di gol, anzi, al suo attivo aveva due autogol, centinaia di partite viste dalla panchina, una pallonata nelle parti basse dell’arbitro e uno stop di naso che lo aveva fatto finire al pronto soccorso. Per fortuna senza conseguenze gravi, almeno non fisiche.
Comunque quel giorno se ne stava li aspettando d’incontrare Elisewin, studentessa modello dotata di apparecchio metallico, le sue labbra erano miniere d’argento e avorio, pensava Vincent sognando di baciarle dalla prima superiore, cosi non aveva creduto alle proprio orecchie quando lei le aveva detto:
– Vincent credo che a questo punto dovremmo uscire insieme e vedere come va
– io e te da soli?
Chiese sorpreso Vincent
– mi sembra ovvio, ma se vuoi invitare anche la squadra di football fai pure
Rispose lei.
Vincent pensò alla squadra di football e alla strana coincidenza del fatto che era composta tutta da ragazzi molto più grandi di lui, tutti con una scarsa propensione al ragionamento logico e che si divertivano a torturarlo. Si chiese come mai avesse tirato in ballo proprio loro e cosi rispose serio.
– No, non credo sia il caso, forse con la banda della scuola o il club degli scacchi mi sentirei più a mio agio
Elisewin rise senza che Vincent ne capisse il perché.
Cosi lei arrivò, intorno a Vincent le cose smisero di fare rumore, tutto sembrava far parte di un video musicale e perfino i mocciosi che giocavano parevano ballerini istruiti alla perfezione da un coreografo romantico e pignolo.
Elisewin appoggiò la bici alla rete che separava il giardino dalla strada e andò verso di lui, la testa leggermente inclinata e quel sorriso d’argento e avorio.
– ciao
Disse baciandolo su una guancia.
– ciao
Rispose Vincent arrossendo, poi ci fu uno di quei silenzi che di solito vengono riempiti solo da frasette del tipo: eh già, insomma, allora eh, e quindi eccoci qui, eh si, eccetera eccetera.
Allora Elisewin ruppe quel primo imbarazzo chiedendo a Vincent di prenderle la mano, lui sorrise ma con coraggio si decisa a toccarle la pelle, quella pelle che racchiudeva tutta la bellezza di Elisewin. Era liscia, morbida e leggermente vellutata pensò Vincent.
Lei lo guardò negli occhi, per un momento era come se fossero parte di un’unica persona, parti di un unico essere e per Elisewin le parole uscirono come se fossero state li da sempre.
– vincent, cosa credi che succederebbe se decidessi di fare l’amore con te?
Vincent tossicchiò, balbettò, esitò, allora lei ripeté la domanda con tono ancora più dolce e romantico.
– Vincent, cosa succederebbe se noi due facessimo l’amore?
– Probabilmente eiaculerei
Rispose fiero Vincent convinto di aver detto la cosa più giusta in quel momento.
Lei lo guardò allibita, argento e avorio sparirono, la sua faccia si trasformo in nuca, il suo seno in schiena e lei e la sua bici sparirono verso la fine dei giardini.
– ma c’è scritto sul libro di scienze!!!
Le urlò dietro Vincent rincorrendola.
– c’è scritto anche sul libro di scienze….
Disse disperato a se stesso con un filo di voce mentre smetteva di correre e poggiava le sue mani sui ginocchi cercando di riprendere fiato.

Vincent Freeman

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Responses

  1. Ma è bellissimo.

  2. Usa una crema solare con filtratura maggiore.


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