Pubblicato da: Sadugo | 22 marzo 2010

PIOVE VINCENT FREEMAN

– Vincent che fai seduto qui tutto solo?
– Niente, mi abituo
Silenzio, intorno solo il vento che carezzava l’erba.
– beh, è fantastico qui, non trovi?
– Già
– Anche romantico
– Già
– …..
– ….
– Sai, quello che mi piace di te Vincent è che sei uno di conversazione
– Già
– ……
– ……
– Sembri cosi, non so, impassibile, l’idea che si ha di te è che le cose ti scivolino addosso
– …..
– Ma c’è qualcosa che ti ferisce?
– C’è qualcosa che non lo fa?
– intendevo qualcosa di particolare
– beh…la faccia imbarazzata degli altri quando stanno per restare soli con me
Elisewin sorrise amaramente, i suoi occhi si persero sui giochi d’ombra e di luce sulle onde di erba intorno a loro.
– è davvero fantastico qui
– …….
– Vincent ma tu sei innamorato?
Vincent scosse la testa e sorrise e poi disse.
– si ama una volta sola e forse mai più, non in un giorno come questo comunque
– perché, cos’ha questo giorno?
– Beh, piove tanto per cominciare
– Ma non sta…
E la pioggia prese a cadere, lei rimase stupita ma non disse niente, lei si sentiva strana accanto a lui.
– la pioggia, la pioggia, la pioggia, è una cosa triste, non trovi? A scuola ci dicono che serve a far crescere gli alberi e i fiori, le maestre ci dicono che senza la pioggia non esisterebbero le piante ma noi non siamo ne alberi ne fiori, e quante maestre single ci sono? Tante, troppe….la pioggia è triste e io non riesco ad amare in un giorno di pioggia
– Vincent ma..
– Beh, io e la pioggia non andiamo d’accordo per gran parte del tempo ed io mi sono fatto la guerra in tutti questi anni, e sono uno bravo a non far vedere che la mia nave sta affondando, ma quando piove tutto diventa più difficile
Lei prese le sue mani e le poggio sulla sua pancia, lui sentiva il suo respiro, ed era un po’ come farne parte, come essere parte di un unico essere.
– abbiamo ancora tempo Vincent
Sbuffò, scosse la testa.
– tempo dici? Il tempo è quasi peggio della pioggia, tu ti ci raccapezzi? A me il tempo mi ferisce, non riesco a controllarlo, tutto prima era più semplice, da bambino c’era chi lo controllava per me, gli insegnati, i genitori, il suono della campanella, la sveglia di mio padre…ma ora? Essere adulti significa fare i conti col tempo, io non voglio essere adulto
– Vincent prima o poi tutti dobbiamo crescere
– i nani no
– anche i nani crescono
– ci sono milioni di nani che sosterrebbero il contrario
Silenzio, la pioggia che evapora sull’erba umida.
– anche i nani, mica sono una cosa da poco, io mica ci riesco a tenere tutte queste cose dentro di me, mi chiedo come facciano loro, anche la loro mente sarà nana? Avranno una memoria nana? Avranno problemi e soluzioni da nani? avranno pensieri piccoli con un pene enorme? si lo so, sono domande stupide da farsi, ma a me i nani mettono la mente in disordine
– Vincent i nani sono persone come te e me
– Quindi io e te siamo nani?
– Non volevo dire questo
– E cosa volevi dire
– Niente Vincent, non volevo dire niente…
Il cielo si stava facendo scuro, e le nuvole viola con strani riflessi rosati.
– allora cosa pensi di fare?
– Beh, ho un piano
– Bene!
– Già, ma non lo so suonare…

Vincent Freeman

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Responses

  1. […] Piove Vincent Freeman […]

  2. […] Piove Vincent Freeman […]

  3. Ma è bellissimo questo dialogo!

  4. Mirabile come sempre. A ben guardare non c’è niente di surreale in tutto ciò. A volte le conversazioni fra le persone, non le conversazioni simulate per ragioni letterarie o teatrali, sarebbero irriproducibili nel testo scritto.
    Questa conversazione è a suo modo molto realistica malgrado il personaggio, per sua natura, non lo sia o non voglia apparire come tale. Questa sarebbe una cosa da chiedere all’autore ma temo che l’autore risponderebbe come il suo personaggio, non perché posseduto da esso ma perché, a notte alta, scriveva Borges, la scoperta che gli specchi hanno qualcosa di mostruoso è inevitabile. E, aggiungo io, non senza una vena di autocompiacimento retorico, che i Blog sono specchi autoriflettenti.

  5. Comunque, Vincent ha ragione.
    Piove.


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