Pubblicato da: Sadugo | 1 aprile 2010

IL CASO E’ TUO TENENTE FREEMAN

Vincent Freeman entrò con aria circospetta nell’ufficio del commissario di polizia, l’aria era rarefatta e asfissiante, un misto di polluzioni sudorifere e acari selvaggi.
Su invito del commissario si sedette sulla poltrona di pelle umana, presumibilmente di nigeriano dell’800 morto di psoriasi, pensò Vincent carezzandola con un certo disgusto.
–         cha faccia di merda che ha tenente Freeman
–         la ringrazio
Rispose Vincent accomodandosi sul nigeriano poltronizzato.
–         mi ringrazia di cosa?
–         Di aver sottolineato il mio decadimento fisico, vuole fare anche qualche appunto sul mio sedere floscio e peloso? Oppure possiamo disquisire sulla scarsa tenuta dei miei tricipiti che si stanno trasformando in orecchie di coniglio?
Il commissario sbattè con forza il pugno sulla scrivania facendo alzare in volo miliardi di acari che si supponevano ormai defunti, poi puntando il dito verso Vincent gridò rabbioso.
–         stia attento tenente Freeman, stia attento a fare lo spiritoso, lei non sa a che pene va incontro!
Freeman si volto impaurito e circospetto alle sue spalle.
–         e ora che cazzo c’è?
Gridò il commissario schiumando di rabbia agli angoli della bocca.
–         niente – rispose calmo Vincent – cercavo di capire dov’è questo pene che mi viene incontro
Il commissario sbuffò e si lasciò andare sulla poltrona quasi arreso, poi prese un fascicolo dal cassetto della scrivania e lo gettò davanti a Vincent e guardando fuori dalla finestra che dava sulla notte e sulla città, con aria distratta, disse.
–         niente di eccezionale, il solito torturatore di mogli infedeli, preciso come un chirurgo ma cialtrone come un macellaio, guardi dove abbiamo ritrovato i resti
–         immagino se per lei fa lo stesso
–         problemi col sangue tenente Freeman?
Sogghignò il commissario sentendosi un uomo migliore e più forte.
–         no, problemi con la cena di stasera e se non vuole rivederla le consiglio di togliermi di sotto gli occhi quel catalogo di brandelli umani
I due uomini si guardarono, Freeman aveva negli occhi il disagio di chi siede su un bipede e non vede l’ora di alzarsi e abbandonare il senso di colpa, mentre il commissario aveva quello sguardo cinico e malizioso di chi non ha una buona opinione di nessuno.
–         Il caso è suo tenente Freeman
Ma Freeman dopo essersi sistemato meglio sulla poltrona prese il fascicolo e lo rigettò dall’altra parte della scrivania con noncuranza e parlò.
–         le risolvo il caso in un minuto, il marito è rientrato in casa prematuramente dal lavoro, la dolce moglie se ne stava sdraiata sul divano a guardare il solito reality show del cazzo allorché il marito furioso venendo da 12 ore di straordinario presso la sua fabbrica di cinghie d’ottone si è sentito ribollire il sangue su per le meningi e l’ha incenerita con il tostapane elettrico. Dopo ne ha sparso i resti per la casa cercando di far sparire il corpo con lo spremiagrumi della Braun. Il caso è chiuso, arresti il marito e il tostapane, e la gloria è tutta sua
Poi Freeman si alzò e lasciò il commissario da solo tra gli acari e le polluzioni sudorifere.
Vincent Freeman
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