Pubblicato da: Sadugo | 8 aprile 2010

FINE, VINCENT FREEMAN

Ella si rigirava nel letto da ormai diverse ore impedendo a Vincent Freeman di prendere sonno, dopo che lo stupore di avere una donna nel suo letto era passato avrebbe solo desiderato chiudere gli occhi e dormire, ma lei si era messa a improvvisare una centrifuga umana sotto le lenzuola. La qual cosa rendeva impossibile obliarsi.
– Che c’è piccolina?
Aveva chiesto con tono mieloso, quasi da diabete insulinico.
– Scusami, ma con questo rumore non riesco a dormire
Disse Ella riferendosi al vento che passando attraverso le falle tecniche delle finestre di casa Freeman procurava un agghiacciante ululato. Qualcosa di simile al verso di un procione al primo giorno d’iscrizione al club di orge per orsi grigi.
– Dai cerca di non pensarci
Aveva detto paziente lui
– Lo so, ma dovresti fare qualcosa per questi spifferi
Disse ella con tono materno.
– Tipo?
– Beh chiamare qualcuno
– Ok, domattina chiamo lo spifferaio magico, ora dormi però
Disse lui rigirandosi dall’altra parte, ma ella lo soffocò con il cuscino in piume d’oca bassetti e lo imbalsamo con la colla avanzata dell’ultima ceretta, poi occultò il baco mummificato in soffitta e di lui non si seppe più nulla.

Vincent Freeman

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