Pubblicato da: Sadugo | 16 aprile 2010

E’ TUTTA COLPA DEI PALAZZI VINCENT FREEMAN

– anche tu sai, sei stato un bambino speciale come tutti gli altri
Disse Elisewin sorridendo, e poi dopo aver tirato su dalla cannuccia un paio di ettolitri di Coca Cola continuò.
– solo che poi sei diventato un comunissimo adulto
– …….
– Come tutti gli altri
Vincent Freeman morse con molta discrezione il suo hamburger cercando di non riempirsi le mani di maionese come faceva ogni volta, non posso fare la solita figura di merda, si disse cercando di dirigere tutta la libbra di carne nelle proprie fauci.
– non hai niente da aggiungere?
Disse lei.
– stavo pensando se ringraziarti, o meno
Elisewin sorrise e cominciò a canticchiare, guardando la pioggia scivolare sui vetri del fast food.
– è cosi strano
– il fatto che piova?
– No
Sorriso.
– il fatto che io canti, non sono assolutamente brava, vado fuori tempo, non prendo una nota, eppure continuo a cantare come se la cosa non m’importasse
– ……..
– Sarebbe bello fregarsene cosi, di tutte le cose che non sappiamo fare
In strada la gente correva sotto la pioggia e le loro scarpe si riempivano d’acqua.
– tipo essere duecento chili è indossare un tanga?
Chiese lui mentre con sguardo allarmato seguiva un fiotto di maionese finirgli sui pantaloni della tuta da ginnastica.
– cazzo
– …..
– …..
– Tipo essere uno che non sa mangiare gli hamburger ma non smette di farlo
Tipo uno che non sa scrivere scene migliori per il suo protagonista ma continua a scrivere, pensò Vincent con una punta di amarezza.
Elisewin continuava a guardare fuori, la pioggia scivolava e la vetrata sembrava struggersi come burro.
– oggi non mi sento bene
Disse lei, la sua voce era diventata fragile, come carta lasciata al sole pensò Vincent Freeman restando in silenzio.
– oggi è solo un altro giorno che svanisce in un altro, non può essere tutto qui
– ……
– ……
– Vuoi parlare del significato della vita in un fast food?
– Non so, a volte penso sia tutta colpa dei palazzi
Elisewin sorrise dentro il suo bicchiere di carta pieno di Coca Cola, e pensò che fosse assurdo quanto le altre cole fossero solo copie sbiadite della originale. Nessuna cola era altrettanto buona, e odiava che fosse cosi.
– i palazzi?
– Beh, guardali
Disse Elisewin indicando fuori dal Fast Food, Vincent spiaccicò il naso sul vetro e guardò verso l’alto, a malapena vedeva il cielo, che comunque era grigio e inespressivo come Jude Law in certi film.
– li odio i palazzi, quando ci sono finita dentro mia padre mi disse che cambiavamo casa ma nei palazzi non ci sono case, non abbiamo cambiato casa, siamo finiti in una scatola di cemento coi buchi
– …….
– I palazzi sono incubatori di depressioni, uno ci entra con una depressione normale e dopo qualche anno la sua depressione fetale ha gambe e braccia, e quel che è peggio è che certe volte comincia pure a parlare
Vincent cercava di togliersi il fiotto di maionese finito in una parte imbarazzante dei suoi pantaloni
– ……
– ……
– È triste
– Già, lo è
Poi Elisewin dal nulla disse.
– perché non festeggi mai il tuo compleanno?
Vincent abbandonò la lotta contro la maionese e si lasciò andare sulla poltroncina hamburgoidale.
– beh, mi ricordo di quando ero bambino e mia madre mi disse che sarebbe venuta un sacco di gente al mio compleanno, cosi m’immaginavo questo enorme sacco gettato da un furgone da cui sarebbero rotolate fuori decine di persone…
– l’hai già scritta questa
– ……
– ……
– Beh, è il mio blog e posso dire quello che voglio
– Certo fai pure
Disse lei, poi tirò fuori una foto in cui Vincent era bambino e se ne stava li con i suoi occhiali, l’apparecchio e i capelli a spaghetto con la sua bmx rossa.
– questa dove l’hai presa?
– Non ti ricordi?
– ……
– Uno scambio di qualche anno fa
– ……
Vincent la fissava.
– eri davvero un bambino speciale
– già
– …..
– E i compleanni servono solo a ricordare quanto meno speciali diventiamo ogni giorno
– ……..
– ……..
– Sei triste e nessuno viene ai tuoi compleanni perché sei cosi
– Oppure sono triste perché nessuno viene ai miei compleanni
– Credo che nessuno venga ai tuoi compleanni perché non li festeggi
– No, io non li festeggio perché nessuno ci viene
– È la solita storia, è nato prima l’uovo o la sorpresina?
– …….
Silenzio, poi lui disse.
– ma a volte mi sembra di essere in via di guarigione
– allora non cambiare indirizzo

Vincent Freeman

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie