Pubblicato da: Sadugo | 29 aprile 2010

SEI UNA MAMMOLETTA VINCENT FREEMAN

Certe questioni Vincent proprio non le capiva, gli si presentavano cosi, all’improvviso, quasi sempre a metà di un pigro pomeriggio e lo lasciavano in disordine per giorni. Erano enigmi irrisolvibili, domande giganti che schiacciavano le sue risposte da pigmeo, erano buchi neri di pensieri, la dentro la sua mente finiva per essere risucchiata e ridotta a un niente.
– Prima eri diverso Vincent
Gli aveva detto un giorno Elisewin.
– sembravi uno a suo agio, il mondo per te sembrava un posto meraviglioso e tu sembravi felice di starci, poi all’improvviso non avresti detto di parlare con la stessa persona, non eri più tu. Avevi l’aria di uno che da un momento all’altro avrebbe potuto tirare fuori la pistola e spararsi, o peggio ancora sparare su chi gli sta intorno.
Rimasero in silenzio a fissarsi per un po’, poi.
Non è esattamente cosi, aveva pensatoVincent, io non penso che mi sparerò mai un colpo in testa, insomma tutto quel sangue e le cervella che si spargono ovunque e la testa che ti si spana come un fiore, no, io sono un tipo troppo suggestionabile per questo genere di cose. Se mi sparassi sverrei subito dopo, no, ci farei la solita figura da mammoletta.
Ma non le aveva detto niente, aveva lasciato che lei pensasse che lui potesse essere il tipo da esplodere di rabbia nel reparto surgelati di una coop di provincia e fare fuori massaie con i carrelli pieni di sogliole e zucchine, cosi, come se fosse una cosa da niente.
Anzi, quasi provando un sadico piacere.
Sperava che questo potesse aumentare l’attrazione di lei per lui, aumentare? pensò, diciamo spuntare, nascere, sbocciare, germogliare, scaturire, venire alla luce, insomma, in una parola: esistere.
Ma Vincent non avrebbe mai sparato a nessuno, di questo era sicuro, lui era una mammoletta, al massimo se proprio era incazzato avrebbe guardato male le vecchie che gli passavano davanti quando faceva la fila alle poste, o se proprio era a limite avrebbe fatto una linguaccia ai ragazzini dei giardini sotto casa sua che certe volte parevano prenderlo in giro.
Ma questo era tutto.
Questo era il massimo potenziale di violenza che aveva a disposizione, non era un Rambo o un Bruce Willis, era indiscutibilmente e incrollabilmente una mammoletta, depressa e schizzoide quanto vuoi, ma pur sempre una mammoletta, pensò dentro di se Vincent Freeman mentre annaffiava i suoi gerani sul terrazzo

Vincent freeman

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