Pubblicato da: Sadugo | 21 maggio 2010

IL PARTY PER SCAMBISTI DI VINCENT FREEMAN

Mi sono ritrovato a un barbecue per scambisti, tutti in costume e disinvolti, io avevo in mano il mio mazzo di figurine, ma nessuno interessato a scambiarle. Se non hai una ragazza non puoi stare qui, mi dice il padrone di casa circonciso in camicia hawaiana e costume anatomico.
Deglutisco la mia dignità e dico.
– volevo solo scambiare le mie figurine
Ah Ah Ah, ride satanico il tipo, e nel mentre lo fa attraverso il costume si possono notare i corpi cavernosi che si contraggono e si rilasciano.
– Figurine, ma dove vivi, a paperopoli?
Magari penso io.
Poi la moglie del corpo cavernoso si avvicina, e lo invita a lasciarmi stare, poi prende un cocktail alla papaya e me lo infila in bocca, l’alcool mi da subito alla testa e comincio a vedere un mondo nuovo intorno a me.
All’improvviso arrivano Holly e Benji palleggiando e chiedono se si vuol fare una partita. Da dietro un cespuglio esce mila che dice.
– Echecazzo, sempre a calcio, mai una volta che si giocasse a pallavolo
– o a golf
Dice Lotti che nudo sbuca dall’altra parte del cespuglio.
Allora Holly e Benji prendono il pallone e se ne vanno offesi, e mentre se ne vanno sento dire a Holly
– Certo che Mila è  proprio una stronza
Ma Mila se ne sbatte e riscompare dietro il cespuglio e si sente lotti che scandisce: spa-ghe-ttiiiiiiiiiiiiiii.
Poi gemiti e gridolini.
Vomito intanto tre quarti di stomaco dentro un anfora a forma di caffettiera, o viceversa, e mentre vomito sento il mio orologio biologico ticchettare. Penso che con il fuso orario di dieci anni sarei una persona normale.
Poi suonano al campanello i sette nani e biancaneve, ma gli altri scambisti urlano che non è giusto, allora Brontolo dice agli altri di stare calmi ma cucciolo prende un wurstel e acceca il padrone di casa, parte una rissa colossale in cui i sette nani sembrano i sette samurai, schizza anche un po’ di sangue ma alla fine l’assalto viene respinto.
Il barbecue riparte come non fosse successo niente.
Una donna mi chiede da dove vengo e quanto ci metto di solito a venire, e poi ride, mentre il suo costume mi guarda chiedendomi pietà.
Poi risuonano al campanello. Sono Will e Grace ma tutti dicono a Will di non fare il furbo e li rispediscono a casa.
E all’improvviso tutto sparisce, e io mi ritrovo a una riunione di manager.
Anch’io sono un manager.
Ma ho solo la giacca e la camicia, non ho pantaloni.
Tutti ridono.
Io salto fuori dalla finestra e il cielo diventa acqua, e io nuoto, anche se non so nuotare.
Finisco a casa di Biancaneve.
Ti preparò del the.
Dice lei, andando in cucina, poi torna e mi dice di togliermi i pantaloni che sono tutti molli, ma se non li avevo, penso, comunque dico.
Ma no.
E lei.
Ma dai.
E io
Vabbè.
Mi tolgo i pantaloni e lei comincia a ridere, penso che è abituata ai sette nani, cosi evito di offendermi ma poi  mi offendo, e me ne vado dalla finestra.
Solo che il cielo non è più acqua e mi rompo una gamba.
All’ospedale Edward mani di Forbice mi dice che deve essere amputata, cosi arriva Hannibal Lecter che me la stacca a morsi, zampilli di sangue ovunque. Io urlo.
Urlo.
Urlo
E Urlo.
Ma nessuno mi sente.

Vincent Freeman

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