Pubblicato da: Sadugo | 31 maggio 2010

COSI VICINI E COSI LONTANI VINCENT FREEMAN

Vincent Freeman se ne sta seduto sul marciapiede, e riflette, ma senza essere lucido, intorno vetrine di carta stagnola e nuvole di zucchero filato, le colline oltre le ciminiere hanno il colore degli occhi di Elisewin poco prima che la pioggia cada.
Vincent Freeman è in un luogo inesistente. Eppure c’è.
E c’è gente che va e viene, ognuno con i suoi impegni.
Passano senza vederlo.
Lui certe volte stringe mani, mette su dei sorrisi, cerca di essere gentile. Ma si sente distante.
Poi.
Un macellaio esce dalla bottega e gli passa davanti, Vincent gli chiede se può macellargli l’anima, farla a pezzi, frollargli i ricordi e disossargli i pensieri per renderli più leggeri.
Ne sente il bisogno.
Lui risponde che non può.
Che ha da fare.
Vincent Freeman insiste..
Il macellaio è in difficoltà.
Lo vede arrampicarsi sugli speck.
Cosi prova pietà e lo lascia andare.
Poi guarda i suoi piedi, è stanco.
Uno zingaro si avvicina, gli legge la mano e gli dice.
– il futuro ha qualcosa in serbo per te
Vincent si dispera, perchè sa che non ci capirà un cazzo, che era meglio se il futuro aveva qualcosa in italiano, al massimo in inglese. Cosi lo zingaro se ne va e lo lascia solo con la sua malinconia.
Poi Elisewin.
Sorrisi d’estate e sguardi d’autunno.
Labbra di pasta frolla e pensieri di seta.
Gli dice.
– se fossimo animali avremmo tanti modi per amarci
– …….
– se fossimo maiali tutto sarebbe un macello, tutto troppo complicato da spiegare
Vincent Freeman vorrebbe sorridere, ma sa che non c’è motivo per farlo.
– se fossimo foche tu saresti un foco di paglia e io ti lascerei subito
Intorno la gente continuava ad andare e venire..
– se tu fossi una gallina per me sarebbe meglio un uovo oggi
– …..
– e se tu fossi un cane nell’aia non ti menerei
– …..
– e se tu fossi un cavallo l’erba nel nostro giardino non crescerebbe e tu non camperesti
Non sa che dire, ma lei continua.
– e se invece fossimo orsi tu saresti un orso bipolare ma i tuoi psicofarmaci non starebbero vicini alle mie aspirine
– ……
– e se fossimo pesci rossi, saremmo vicini l’uno all’altro, ma la mia pelle rossa per te sarebbe verde e mi vedresti diversa e continueresti a sentirti solo e rinchiuso nel tuo daltonismo. Cosi, anche se dentro una piccola boccia di vetro, saremo destinati comunque ad essere diversi e distanti
Poi lei lo guarda, sorride e se ne va.

Vincent Freeman

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Responses

  1. “Lo vede arrampicarsi sugli speck.”
    Ho riso fin troppo per questa cosa. 😀


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