Pubblicato da: Sadugo | 6 luglio 2010

LA RIFORMA PENSIONISTICA DI VINCENT FREEMAN

Vincent Freeman rifletteva sulla sua vita, e nonostante gli anni fossero passati e i tempi fossero inevitabilmente cambiati, aveva realizzato di aver commesso un fatale errore.
Certo, aveva tutte le scusanti di questo mondo, a quei tempi era giovane, inesperto, e la vita gli si offriva in mille rivoli scintillanti di acqua corrente. Ma lui non aveva saputo gestirli, non era stato oculato, anzi, si era lasciato andare all’ozio senza sapere che la vita un giorno, vestita da cameriera (ma non una cameriera sexy con il decolté sul vassoio), gli avrebbe presentato il conto.
Sentendo un servizio al TG sulla riforma delle pensioni capì che era stato un errore iscriversi alle elementari, tutti quegli studi futili e accademici, quel tergiversare per non diventare adulto, quel barcamenarsi per non affrontare la vita reale.
Poi per cosa? la ricerca e gli studi erano inutili, lo aveva detto anche il presidente del Consiglio, ma lui no, voleva fare l’acculturato, non gli bastava quello che aveva imparato all’asilo e alla materna.
Eppure già sapeva maneggiare i pastelli, perfino con le matite non se la cavava male, e il pongo poi era decisamente il suo futuro. E scriveva quasi decentemente il suo nome, anche se aveva dei seri problemi con la doppia E del cognome. Ma era un problema superabile.
Invece no, s’incapponì, voleva approfondire, sapere, capire, imparare perfino a scrivere il suo nome correttamente, per cosa poi? Maledetto lavativo, si disse, almeno potevi iscriverti da non frequentante e lavorare nel frattempo.
E invece no, da bravo bamboccione era rimasto ad abitare coi suoi e poi aveva preteso di farle tutte le elementari. Dal primo all’ultimo anno.
E adesso? E adesso col cazzo che sarebbe andato mai in pensione, giustamente il mondo va avanti, i governi fanno le loro scelte, come dargli torto? E cosi senza saperlo lui si era giocato tutto, cosi, come niente fosse.
Pensione e felice vecchiaia andati a farsi fottere, stupido bambino di 6 anni che non s’ha prendere nemmeno una decisione cosi semplice.
Cazzone di un Vincent Freeman, di questo passo, di riforma in riforma, avrebbe dovuto molto probabilmente versare 87 anni di contributi.
Erano obiettivamente troppi, ma se a quel tempo non avesse perso tempo con le sue velleità da studente, forse avrebbe potuto anche farcela. La colpa era decisamente sua.

Vincent Freeman

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Responses

  1. s’ha


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