Pubblicato da: Sadugo | 16 agosto 2010

NON ESSERE STUPIDO VINCENT FREEMAN

Vincent la guardava e sognava, sognava proprio tutto, anche i dettagli più insignificanti, e sospirava innamorato pensando alle piccole cose. Le sue aspirine per il mal di testa erano vicine agli antidolorifici per le mestruazioni di lei, i loro vestiti avevano il profumo dello stesso ammorbidente, e forse avrebbero avuto una figlia in futuro. Chissà.
Già, perché Vincent sognava la paternità, sognava il testamento genetico, sognava il pigiama rosa la mattina col caffelatte, sognava i cartoni animati la sera prima di dormire, sognava una stanza piena di orsetti, automobiline, e astronavi.
Guardava sua moglie mentre tostava del pane, era bella, i fianchi larghi e il passare degli anni l’avevano resa solo più materna e sensuale pensava, poi, senza capire nemmeno da dove gli venne quella frase, disse:
– sarebbe bello se avessimo un bambino
Ella rise.
– dico sul serio, non credi che sarebbe fantastico
Ella appoggiò il pane sul tagliere, sospirò e poi con pazienza disse.
– tu fai un lavoro di merda, io guadagno quanto una filippina che guadagna poco e viviamo in affitto, non abbiamo abbastanza soldi per permetterci un figlio
Vincent sorrise amareggiato, poi con enfasi e convinzione rispose.
– soldi? Non basta l’amore? Eh? A cosa servono i soldi per fare un bambino?
– Tanto per cominciare per mandarlo all’università
Vincent assunse un aria interrogativa e perplessa poi disse.
– scusa, ma perchè vuoi mandare un bambino all’università? non sarebbe meglio mandarlo all’asilo?
Ella sospirò e poi gli incastonò un mattarello nel cranio.

Vincent Freeman

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