Pubblicato da: Sadugo | 21 novembre 2010

VINCENT FREEMAN CONTRO I MARZIANI

Ogni giorno la stessa storia, con gli occhi ancora appiccicati e l’anima infeltrita il piccolo Vincent aspettava il pulmino giallo della scuola sulla panchina. Da solo e in silenzio lasciava che i piedi ciondolassero avanti e indietro tra l’asfalto e i suoi ginocchi mentre i pensieri si svegliavano lentamente uno ad uno.
– posso restare a letto stamani?
Aveva protestato rigirandosi dall’altra parte quando suo padre era andato a svegliarlo, lui non gli aveva risposto subito, se n’era rimasto in silenzio per un po’, poi aveva sospirato con aria un po’ teatrale e con una voce paterna aveva detto.
– perchè? ti senti poco bene?
– …..
– …..
– si
Aveva risposto dopo un po’ nascondendosi sotto le coperte e sparando due colpi di tosse.
– beh, allora puoi restare a letto tutto il tempo che vuoi
– davvero?
Chiese stupito restando nascosto.
– certo, con una tosse cosi grave non vorrai mica uscire
– …..
– …..
– e se non avessi la tosse e stessi dicendo una bugia?
Disse con una voce flebile ancora coperto dal piumino di Charlie Brown.
– in quel caso potrei invitare la Signora Zimmerman dicendogli che vuoi giocare a bridge con lei
– ….
– ….
– ma faresti davvero una cosa cosi cattiva?
– e tu perchè dovresti dirmi una bugia?
Il piccolo Vincent Freeman rimase sotto le coperte in silenzio a pensare un po’, era indeciso, la sotto stava bene, non aveva nessuna intenzione di uscire, cosi continuò restando al riparo.
– se avessi paura di andare a scuola
– …..
– …..
– cosa c’è di cosi terribile a scuola?
Chiese con la voce più dolce che potè fare suo padre carezzando quel baco di lenzuoli e coperte che respirava
– ho sbagliato, non ho paura della scuola, ho paura del pulmino
– davvero? ma l’autista guida troppo veloce?
– no
– i seggiolini sono scomodi?
– no
– hai paura che ti scappi prima di arrivare a scuola?
– no
– ….
– ….
– e allora di cosa hai paura Vincent?
Si era pentito di aver iniziato quel discorso, ora doveva dire la verità.
– ho paura dei marziani
– dei marziani?
– si
– ma prendono lo scuolabus con te?
– certe volte
– davvero?
Chiese stupito suo padre.
– si
Rispose sicuro lui.
– e come sono questi marziani?
– ….
– ….
– sono grossi, quasi enormi, fanno paura
– ….
– ….
– e cosa fanno?
– si siedono sempre infondo e parlano a voce alta, poi inventano strani nomi con cui chiamarti, ti tirano palle di carta, ti chiedono di dargli la merenda o di dargli dei soldi
– ma l’autista non dice niente?
– no
– ….
– ….
– babbo?
– si?
– perchè non mi dici che i marziani non esistono e di non preoccuparmi?
Chiese lui uscendo con la testa da sotto le coperte, suo padre rimase un pò in silenzio a pensare, poi disse.
– perchè non posso, come posso dirti di non preoccuparti se ci sono dei marziani cosi sul tuo pulmino?
– ….
– e se poi ti fanno del male o ti riempiono di palline di carta? Ti avrei detto di non preoccuparti di una cosa di cui invece bisogna preoccuparsi. Non voglio dirti bugie
Intanto la sveglia aveva risuonato e Vincent aveva guardato un po’ preoccupato suo padre che si era alzato con aria molto seria a spengerla.
– sai vincent
Aveva ripreso.
– non voglio dirti di andare sul pulmino con i marziani, sarebbe una cosa stupida da dirti. Tu ne hai paura e fai bene, e so che molti ti diranno che avere paura è una cosa stupida ma non è cosi, non bisogna sfidarle le paure. Perchè poi se succede qualcosa di brutto finisce che te la sei andata a cercare, capisci?
Vincent annuì seduto sul letto.
– se  non vuoi salire sul pulmino non ci devi salire però…
– ….
– ….
– però?
– però secondo me sei abbastanza forte per farlo, per salirci, tu e la tua paura, senza sfidare niente e nessuno, semplicemente sedendoti dove pensi che sia meglio e facendo le cose che hai voglia di fare. Sapendo che se ti riempiranno di palline di carta o ti chiameranno con nomi stupidi sarà doloroso ma che tu non te la sei andata cercare e che non hai fatto nulla per meritartelo, capito Vincent?
– ….
– non hai fatto niente per meritartelo
– ….
– e se andare a scuola ti piace ci devi andare, sapendo che questo ti porterà ad avere a che fare con marziani e le loro merdose palle di carta
– babbo?
– scusami, non dirlo alla mamma
– ….
– quello che voglio dire è che devi essere pronto ma senza corrergli incontro ai marziani e se mentre sei seduto sul pulmino qualcuno si mettE a sedere vicino a te e aspetta che arrivino i marziani, beh, tutto diventa un po’ più sopportabile Vincent.

Il piccolo Vincent era ancora seduto alla fermata dello scuolabus coi piedi che ciondolavano avanti e indietro, pensava ai marziani, alle palline di carta, pensava che aveva una paura fottuta e che non voleva salirci su quel merdoso pulmino. Pensava e pensava ma all’improvviso un ombra si mise tra l’asfalto e i suoi piedi. Vincent alzò la testa e strizzò gli occhi per vedere in controluce.
– ciao Vincent
Disse l’ombra.
– ciao Elisewin
Disse lui.

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