Pubblicato da: Sadugo | 4 aprile 2011

TUTTA COLPA DEI FAGIOLI VINCENT FREEMAN

– Pennuti e Piumati, cosa posso fare per il suo uccello?
– ….
– ….
– ….
– ….
– Vincent?
– scusami Eliswein, mi ci vuole sempre un po’ per riprendermi, non sono abituato a sentirtelo dire
– ….
– come sta Steve del reparto piccoli volatili?
– bene, ha solo un eritema stagionale, sai, la primavera ma…scusa Vincent, hai chiamato per qualche motivo in particolare?
– no, non credo
– ….
– ….
– ….
– sai, oggi pensavo che sono tanti anni che ci conosciamo
– ….
– praticamente una vita
– Vincent io dovrei lavorare adesso
– ….
– ….
– Vincent?
– Elisewin ti ricordi quando abitavi vicino casa mia, prima che ti trasferissi?
– certo
– era bello vero?
– si, era bello
– e ti ricordi quella sera che provammo a unire le nostre camere con un telefono fatto con il fil di ferro e due barattoli di fagioli?
– dove vuoi arrivare Vincent?
– te lo ricordi?
– ma certo, è che non capisco il senso di questa telefonata
– volevo solo dirti che il telefono non faceva e che io ero disperato, mi sono messo a piangere Elisewin, ero li, da solo, nascosto dentro camera mia che piangevo
– ….
– mi sentivo solo, stavo male, mi sentivo chiuso in me stesso, non credo di essere stato cosi male in altri momenti della mia vita. Volevo parlare con te, ma quel maledetto telefono non funzionava
– ….
– poi dopo un po’ ti ho sentita suonare al campanello e dire a mia madre: “Signora Freeman, può dire a suo figlio Vincent che deve togliere i fagioli dal barattolo se vuole che il telefono funzioni?”
– ….
– ….
– ….
– nessuno ha mai fatto una cosa cosi per me, anche oggi, nessuno viene mai a vedere come sto quando mi sento chiuso dentro di me. Nessuno tranne te
– ….
– Elisewin, io penso di amarti
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Vincent Freeman

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