Pubblicato da: Sadugo | 26 aprile 2011

VENGO A VIVERE CON TE VINCENT FREEMAN

Caro Vincent, che ci faceva stamani la tua pizza al cappero sulla mia libreria? sei pregato di riporla in un posto più consono, inutile ricordarti che ogni cosa ha un suo posto. Buona giornata.

Cara Elisewin, perdonami per la mia pizza, ma soprattutto per il mio cappero, l’ho riposta li perchè il frigo era pieno di tutti i tuoi cibi macro e microbiotici e la mia pizza al cappero avrebbe rischiato di contaminare i tuoi cibi altamente biologici, ad ogni modo se nel “tuo” frigo c’è spazio per un pezzo di pizza, o semplicemente per un cappero, sarò ben lieto di riporla nel posto più consono. Buona giornata a te

Caro Vincent, il “mio” frigo non era esattamente pieno, c’era uno spazio tra il tuo prosciutto cotto dello scorso anno e quel barattolo di formaggio andato a male che un funzionario dell’ASL avrebbe indicato come “perfetto” o “ben predisposto” ad accogliere batteri killer e malattie tropicali. La prossima volta vedi di riporlo in quell’anfratto. Goditi la tua giornata

Cara Elisewin, un funzionario dell’ASL non sarebbe mai entrato in casa nostra, le scarpe che lasci all’entrata e che emanano odori non certo inferiori a quelli del mio formaggio lo avrebbero fatto fuggire, e probabilmente ci saremmo ritrovati il giorno dopo una squadra di debellatori di virus talmente professionale che quella guidata da Dustin Hoffman(che non ho mai capito come fai ad imbrogliare con Robert De Niro) e Renee Russo in Virus gli avrebbe fatto un emerita pippa. Ma invece di scrivere insulsi biglietti, vuoi che chiama una ditta di traslochi per il cappero, o pensi di poterci riuscire da sola? Mi godrò la giornata, fai altrettanto.

Caro Vincent, a volte mi chiedo quando tu sei diventato un licantropo sentimentale, una pizza su una libreria equivale ad aprire la porta al caos, un giorno, se continuerai cosi, saremo sepolti da enormi pizze, o peggio ancora, assaliti da capperi con lo sguardo sanguigno e l’alito pesante. No, caro Vincent, non possiamo andare avanti cosi, e la ditta di traslochi dovresti chiamarla te per farti traslocare dal divano a un posto di lavoro decente. Avevo deciso di ospitarti mentre ti cercavi un posto migliore dove vivere, non farmi pentire della mia scelta. Con affetto, la tua coinquilina Elisewin

Cara Elisewin, non dico altro.

Caro Vincent, non essere permaloso, il nostro rapporto, che vale molto più di un cappero sottosale, è fatto di critiche costruttive e momenti di dialogo intenso, non chiedermi di abbassare i toni (o di abbassare il toni come una volta mi hai chiesto mentre eri ubriaco), la pizza e il cappero non sono altro che la metafora della nostra amicizia, per favore, riponila dove meglio credi. Un saluto affettuoso.

Cara Elisewin, questo sarà il mio ultimo bigliettino, ho ucciso il cappero con una iniezione letale di Viakal e tumulato la pizza nel giardino della Signora Zimmerman, che per altro mi ha ringraziato per aver smosso la terra del suo orto. Penso di aver visto una bara atzeca tra le zucchine appassite della nostra vicina. Ad ogni modo ho chiamato anche una ditta di traslochi, mi hanno spostato dal divano alla scrivania, dove ho cominciato a cercare un lavoro. Spero ne sarai lieta. Con Affetto

Caro Vincent, non ci crederei, il cappero è resuscitato, l’ho trovato proprio stamani nella mia borsa che molestava il mio cellulare. Non ci crederai, ero tentata di venire ad ucciderti nel sonno, ma poi mi sono trattenuta, e adesso quando prendo il cellulare dalla borsa e sento gli effluvi del cappero raggiungere le mie narici penso a te, e so che può sembrarti stupido, ma ogni volta mi si stringe il cuore e sento che non potrei più vivere senza questo odore.
Con affetto, la tua Elisewin

Vincent Freeman

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