Pubblicato da: Sadugo | 19 luglio 2011

Le nostre storie Vincent Freeman

Al mio arrivo in questo paese raccontavo storie silenziose.
Le raccontavo alla gente che aveva commesso un torto nei miei confronti. Se qualcuno mi passava davanti in coda, se qualcuno mi ignorava, mi urtava o spingeva, io li fissavo, senza distogliere lo sguardo, sibillando storie silenziose.
Tu non capisci gli dicevo, non aggiungeresti altra sofferenza alla mia vita se sapessi cosa ho visto io.
E fino a che quella persona non spariva dalla mia vista, le raccontavo di Deng, morto dopo aver mangiato carne cruda di elefante, o di Ahok e Awach Ugieth, gemelle rapite dagli arabi a cavallo e che se sono vive oggi, avranno messo al mondo i figli degli uomini che le hanno portate via o di quelli a cui sono state vendute.
Ce l’hai una vaga idea? Quelle bambine probabilmente nemmeno si ricordano di me o del nostro villaggio o di chi le ha messe al mondo. Riesci a immaginare?
Quando avevo smesso di raccontare a quella persona, continuavo a narrare le mie storie all’aria, al cielo, a tutta la gente del mondo e a chiunque potesse sentirmi in paradiso. Non è esatto dire che un tempo raccontavo queste storie. Lo faccio ancora oggi, e non solo con quelli che mi hanno fatto un torto.
Queste storie emanano da me in ogni istante di vita e di respiro, e io voglio che tutti le ascoltino.
La parola scritta è rara nei piccoli villaggi come i miei e inviare le mie storie nel mondo, anche cosi silenziose e inermi, per me è un diritto e un obbligo

Dave Eggers

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