Pubblicato da: Sadugo | 3 dicembre 2011

Vediamo Vincent Freeman

– Vincent, ci vuole fegato per certe cose
– ….
–  ho rotto con Lorainne
– ….
– aveva un culo da schifo
– ….
– non si può sorvolare sempre su tutto, vero Vincent?
– vero Simon
– ….
– ….
– Vincent non mangiarlo quello
– perchè?
– perchè non è ancora aperto
– Simon è un pistacchio non una cozza
– ….
Passano davanti ad elmetti gialli e trapani a percussione.
– NON E’ LA STESSA COSA?
– NON CREDO
– ….
– ….
– ….
– comunque io non ci riuscirei, dico sposarmi, fare figli e tutto quello che viene dopo
– Simon tu hai una moglie e 5 figli
– ….
– ….
– si si certo, è come dici tu ma gira che ti rigira qua sono sempre l’ultimo ad andarsene  e ne vedo di cose quando il centro commerciale sta per chiudere. E poi nemmeno ci lavoro, ci vivo soltanto ma sono comunque l’ultimo ad andarsene
– è il momento che preferisco, quando è deserto
– Vincent?
– si?
– la chiudi quella cazzo di bocca?
Passano davanti a negozio di biancheria intima.
– ….
– ….
– ….
– ….
– ….
– ti dicevo, quando esco io qua non c’è quasi più nessuno, pavimenti pieni di sporcizia, serrande abbassate, la guardia che  gioca a fare l’X-men camminando come un mutante celebroleso scrutando le vetrine, sembra un altro posto, ti giuro. Ma l’altra sera, dopo essere stato al bagno a farmi l’ultima toilette della serata, esco e trovo questa ragazza
– ….
– non troppo alta, con la divisa del supermercato leggermente sganciata sul davanti, le si vedeva tutto Vincent, ma, non ci crederai, potevo guardarle le tette e invece sono rimasto incantato dai suoi capelli rossi, non erano di quel rosso casalinga disperata che ogni tanto mia moglie si faceva, no, un rosso vero, avresti capito che erano capelli rossi anche in un film in bianco e nero, non so se mi spiego
– si, tranne per il fatto che sono daltonico certo
– già, vabbè, non è questo l’importante, comunque a un certo punto le squilla il telefono, nel mio immaginario la vedo estrarre un piccolo smartphone dal reggiseno e sorridermi mandando i capelli e i miei ormoni in orbita con un solo gesto della testa ma lei ha un banalissimo cellulare che tira fuori dal taschino della divisa e, non ci crederai,  mi eccita lo stesso, capisci? Allora io mi faccio tutte le premesse del caso sul fatto che so di non essere stato nella mia vita il migliore amante del mondo, ero uno monta e smonta, non so se mi spiego, 5 figli la dicono lunga, niente giri di parole, niente sentimenti e stronzate varie, no, monta e smonta, tutte le sere, come una catena di montaggio, nel vero senso della parola, questa è carina te la puoi rivendere
– ….
– ad ogni modo mi dico che devo dirle qualcosa, ho gli occhi pieni di rosso, sembro un toro dentro l’arena solo che l’arena è un pavimento lucido con i riflesse delle luci natalizie e le vetrine colorate. Cosi mi avvicino, le chiedo se ha da accendere ma risponde che non si può fumare che siamo dentro un centro commerciale, giusto dico io e poi aggiungo che non ho nemmeno le sigarette e provo a fare una risate ma lei niente, non è il tipo tutta stronzate e risatine, non so se mi spiego
– come al solito, più o meno
– allora le parlo della vita e dell’amore, le dico che sono sicuro che avrà incontrato milioni di uomini con la mia faccia, lei sorride storto, le dico del culo di Lorraine, le dico che gli uomini non sono fatti per le donne, che credono di amarle ma quando mai succede veramente? lei scuote i capelli rossi e io continuo, le parlo del mio monta-smonta e di come sono cambiato, di come sono cambiati i tempi e che ora è pieno di uomini che si fingono amanti generosi ma che poi sono più egoisti di me che facevo monta-smonta ma che in fondo ero sincero e non stavo ore a pigiare bottoni come un videogame cercando di vincere chissà che cosa e che non mi deve giudicare soltanto perché ho lasciato una donna perché aveva un culo insopportabile e aggiungo che in fondo poi sono anche uno tollerante, sui culi intendo, mica ho bisogno della perfezione, ho un range abbastanza elastico però ecco, Lorainne non si poteva vedere e glielo dico, lei comincia a ridere e comincio a pensare che sia mia e allora ci vado giù pesante e le dico dello smartphone che mi ero immaginato e tutto il resto e che se vuole, anche se vivo in macchina e non ho una casa, può venire a vivere con me
– ….
Passano davanti a un gelataio depresso, come tutti i gelatai dei centri commerciali.
– ….
– ….
– e come è andata a finire?
– è andata a finire che lei ha detto vediamo, io le ho detto che vediamo dalle mie parti significa no, lei ha detto che vediamo significa solo vediamo
– ….
– ….
– e quindi?
– vediamo
– ….
– ….
– Simon?
– si?
– che post di merda

Vincent Freeman

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