Pubblicato da: Sadugo | 21 dicembre 2011

Non lasciarmi andare Vincent Freeman

– Pennuti e Piumati, cosa posso fare per il suo uccello?

– ….

– ….

– Vincent?

– sei impegnata?

– sono a lavoro Vincent

– ci sono persone ora?

– no Vincent, per quanto possa sembrare assurdo che un megastore di mangimi per volatili che nasconde un club di maniaci sessuali che godono a sentir dire frasi equivoche a commesse giovani e pagate a nero sia vuoto, in effetti lo è

– Elisewin hai un problema con i periodi lunghi, lo sai vero?

– Vincent, se non vuoi una tonnellata di semi di pannocchia australiana ci possiamo anche salutare

– ….

– ….

– ….

– Tolstoj sta male

– Vincent…

– ha qualcosa che non va

– ma..

– è triste

-….

– ….

– Vincent non può essere triste, è un topo

– riesci a provare empatia solo per gli uccelli?

– no Vincent è solo che

– ….

– non lo so, non lo so cosa volevo dire

– ….

– ….

– sono giorni che non va sulla ruota, mangia pochissimo, non corre nei tubi, è depresso Elisewin e mia sorella dice che sta per morire

– ….

– ….

– ….

– ….

– ….

– Vincent?

– si?

– ma tu non hai una sorella?

– si che ce l’ho

– no Vincent, no

– ….

– ne sono abbastanza sicura

– Elisewin, sono certo che tu lo sia, ma non è così

– Vincent non farmi dire cose che non posso dire

– del tipo?

– del tipo: che non hai una sorella e basta

– ….

– ….

– Elisewin hai notato come in questo blog gli altri personaggi si prendono delle libertà con me che non sono normali? voglio dire, faresti notare a un altro personaggio che non ha una sorella con così poco tatto? Mi sento un po’ il capro espiatorio delle vostre frustrazioni

– Vincent stai uscendo dal personaggio

– no Elisewin, sono già uscito, voglio una sorella, è sempre stato il mio sogno, è l’avrò

– no che non l’avrai

– invece tu non ci esci mai dal tuo personaggio, vero?

– Vincent non cercare di farmi passare agli occhi dei lettori come crudele e cinica

– non hai bisogno del mio aiuto per questo, e poi scusa, ti chiamo a metà pomeriggio, con la voce un po’ stravolta, ti racconto una cosa triste come la depressione di un orsetto russo e tu stai a questionare su “mia” sorella, come fanno i lettori a non considerarti cinica e crudele?

–  forse pensando al fatto che stai sragionando?

– ….

– ….

– comunque ho una sorella Elisewin, fattene una ragione

– ma non appare in nessun altro post, i lettori saranno spiazzati

– affatto, succede sempre così, in ogni sit-com o telefilm, quando la serie comincia a stancare s’inserisce un personaggio nuovo, un po’ bizzarro, e nessuno sta a questionare come stai facendo tu adesso

– ….

– un po’ come Di Caprio in Genitori in Blue Jeans, o la ragazza strampalata intepretata da Busy Phillips in Dawson’s Creek o Steve Archer di 8 sotto un tetto quando è diventato il fidanzato della sorella di Will Smith nel Principe di Bell Air

– ma sono telefilm morti Vincent

– ….

– nessuno dei telefilm che hai citato è andato avanti

– ….

– Vincent cosa mi stai dicendo?

– ….

– ….

– ….

– non è giusto però Vincent, non puoi dirmelo così e non voglio che finisca niente, ho solo 22 anni, ci sono cose che non ho mai fatto, lo capisci? non sono mai uscita da Blueville, non ho mai visto l’oceano, lavoro in questo negozio di merda ormai da un anno dove dico frasi perverse per 8 ore al giorno senza aver mai fatto niente di perverso in vita mia, non può finire così

– Elisewin…non è il caso

– Vincent no, sei uno stronzo egoista, chiami così all’improvviso, te ne esci con questa stronzata della sorella sapendo benissimo che è solo l’inizio della fine, che è solo uno stratagemma per tirare avanti solo per un altro po’, che tra un po’ non avremo più lettori e tutto finirà ma non funziona così, io e te non siamo una merdosa sit-com del cazzo, la nostra storia è qualcosa di più, come fai a non capirlo? Come fai ad essere così dannatamente stupido? Ed è vero, forse i nostri pochi lettori si sono rotti il cazzo di leggere la solita pantomima di me che ti faccio credere cose che non ci sono e di te che non vedi cose che invece ci sono, ma non funziona così

– ….

– una sorella non cambia niente

– non piangere

– e invece piango, Vincent, non lasciarmi andare, non lasciare  che questa storia svanisca così come niente fosse, perché se pensi di avere qualcosa da dire dovresti dirla adesso, perché se c’è qualcosa che pensi di poter fare per tenere in piedi tutto questo dovresti farla, non inventarti una stupida sorella del cazzo, non sai fare niente di meglio di così? Possibile che sai solo stare a guardare le cose andare nella direzione che hanno preso, che non hai un minimo di coraggio, che tutto ti scivoli addosso, hce niente di faccia smuovere, che non sai uscire da quel riparo di insicurezze che ti sei costruito? Possibile che preferisci stare ad aspettare la fine, post dopo post senza fare niente? Senza baciarmi, senza rischiare, senza metterti a urlare, ma come fai?

– ….

– ….

– ….

– Vincent ma dove siamo? cosa stiamo facendo? possibile che nessuno si accorga di nulla? dobbiamo fare qualcosa, siamo tutti immobili, sembriamo persone disegnate dentro un quadro polveroso, Vincent odio la polvere sulla mia pelle, mi fa sentire morta, ma come fai a non sentire l’esigenza di strappare tutto? come fai a non sentire l’esigenza di fare qualcosa di maledettamente fuori di testa? come fai a resistere? a stare qui a parlare e parlare, dovresti uscire in strada sotto la pioggia e correre qua da me, e mentre lo fai dovresti prendere e spaccare tutto, i vetri delle macchine, le cassette della posta, strappare via dai muri tutti i manifesti, rovesciare i bidoni della Signora Zimmerman, dare fuoco a questa merdosa città, e fare sesso con me, si Vincent, venire qui e fare sesso con me, in mezzo ai semi di pannocchia australiana e le casette di tofu

– ….

– per delle ore

– ….

– Vincent?

– ….

– Vincent ti prego

– ….

– Vincent…non startene li in piedi nel mezzo alla stanza con il telefono in mano

– ….

– Vincent non lasciarmi andare

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Vincent Freeman

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