Pubblicato da: Sadugo | 25 marzo 2012

Eugene Victor parla del porno e del purè liofilizzato

In: Blueville in prima persona

Quando sono arrivato ero tutto eccitato, erano anni che m’immaginavo come sarebbe stato entrare negli uffici della Porno per tutti spa, ma il fatto che non ci fossero porte a forma di vagina e fontante tettoidali ad accogliermi mi avrebbe dovuto far capire da subito che mi ero fatto qualche castello in aria abusivo dentro la mia immaginazione.
La sala d’aspetto, neanche quella era un granché, sembrava la sala d’aspetto di un ospedale, sedie scomode, squarci di campagna rinchiusi dentro cornici a giorno, quando sono entrato c’erano un paio di milf con tanto di supertits, una brunette e un dirty old guy. Ho pensato che di li a pochi minuti tutti avrebbero cominciato ad avere caldo, si sarebbero spogliati e ci saremmo divertiti parecchio.
Mi sentivo vibrante.
Dopo un ora e mezza avevamo ancora tutti i vestiti addosso, nemmeno quando è entrato il tecnico della fotocopiatrice è successo nulla, nemmeno uno sguardo d’intesa.
Il porno non esiste, ho pensato.
Quando è stato il mio turno mi sono presentato al tipo dentro l’ufficio, tutto stava prendendo la piega più o meno uguale a un qualsiasi altro colloquio in un qualsiasi altro ufficio, avevo davanti a me un burocrate del porno, non mi ero preparato.
Ho parlato del mio soggetto, Cameraman, il supereroe delle camere da letto. Un’idea geniale, ho sottolineato prima di proseguire. La storia di un tipo timido e insicuro ignorato dalle donne che va a farsi una TAC per dei calcoli renali ma che viene sottoposto per sbaglio a un dosaggio di radiazioni troppo forte e sviluppa una resistenza e un appetito sessuale pari a quello di un Grizzly ninfomane. Così passa la vita a combattere tra il suo desiderio di vendetta nei confronti delle donne e la responsabilità di dover gestire il suo superpotere che all’improvviso lo fa desiderare da tutte le donne che incontra e che diventano tutte stronzate e risatine quando parlano con lui.
Poi ho continuato facendo presente come quel soggetto avesse tolto ore e ore al mio lavoro d’insegnante ma che sentivo che stavolta avevo fatto centro, mi sentivo elettrico, eccitato, sapevo di avere per le mani un idea rivoluzionaria. Bastava un attore giusto e un regista affermato, avremmo trasformato il porno in una forma d’arte, mi sentivo di essere per il porno quello che Frank Miller era stato per il fumetto.
Il sopracciglio del burocrate era di marmo.
Non sapevo come continuare, mi sembrava di essere al primo colloquio di lavoro, allora ho snocciolato il mio curriculum da pornoamatore, ho detto che il porno che preferivo era quello biologico e a km zero, il porno amatoriale di siti come youporn, redtube, youjizz e un’altra decina di siti simili. Ho detto che dentro quei video sgranati e a bassa definizione c’era la vera anima pulsante del sesso, ho detto che tra un video amatoriale di youporn e un video porno di una grande industria del sesso c’era la stessa differenza che c’è tra una canzone dei Clash e una canzone di Avril Lavigne. Il tipo ha detto che lui Avril Lavigne se la sarebbe fatta. Ho sentito che non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda.
Ha detto che mi avrebbero fatto risapere.
Quando sono uscito nella sala d’aspetto c’erano sempre le tre MILF e il dirty old guy, li ho fissati per un po’, avevano un’aria sospetta, ho pensato che mentre ero dentro probabilmente avevano improvvisato una gang bang. Mi sono sentito escluso come in terza superiore quando Timothy Sanchez aveva sparso la voce che ero adottato ma che non lo sapevo e io avevo risposto che anche lui era adottato e che non lo sapeva, solo che per lui era vero e quando i suoi hanno confermato la cosa che io avevo detto ci è rimasto male ed è andato in depressione finendo per abbandonare la squadra di scacchi e ripetere l’anno, e io sono passato come un bastardo senza cuore agli occhi di tutta la scuola.
Sono tornato a casa avvilito.

Per strada mi sono fermato al centro commerciale, nei corridoi del supermarket ho incontrato Eleonor Richmond, se non fosse stato per la sua aria malinconica sarebbe stata la MotherFucker più bella di Blueville ho pensato, era ferma in mezzo alla corsia dello scatolame, aveva in mano una busta di purè liofilizzato ed era pensierosa, profumava di qualche crema per la pelle, le ho chiesto se si ricordava di me, abbiamo parlato un po’ dei vecchi tempi e della scuola, a un certo punto ha detto che le sembrava di ricordare che suonassi in un gruppo punk-rock e che scrivessi dei testi molto poetici, mi ha chiesto se scrivevo ancora poesie, sono passati più di venti anni ho detto e le ho chiesto se facesse spesso il purè liofilizzato.
Ha sorriso.
Le ho chiesto se voleva andare a prendere un gelato, lei ha annuito senza dire niente, abbiamo camminato in silenzio lungo i corridoi, pomodori di alluminio, legumi colorati e sottaceti scintillanti scivolavano dietro di lei, mi sentivo strano e in vena di sincerità.
Le ho detto che forse non avevo più un sogno da quel pomeriggio.
Lei mi ha detto che ultimamente la sua vita era diventata un purè liofilizzato.
Abbiamo continuato in silenzio.
Davanti alla gelateria era tutto così colorato, lei ha detto che voleva fare un gioco, così ha scelto i gusti per me e io ho scelto i gusti per lei, sembrava una cosa da quindicenni ma non ho detto niente perché mi sono ritrovato in mano un cono tiramisù e fragola, allora io ho chiesto se avevano il gusto al purè liofilizzato, lei ha riso e ha chiesto cocco e stracciatella. Mi sono sentito ingannato.
Quando siamo usciti la fine del giorno era fredda quasi quanto i nostri coni gelati, c’erano nuvole cariche di pioggia ovunque, nel cielo, sui vetri delle auto parcheggiate, nei suoi occhi lucidi. Le ho stretto le spalle per riscaldarla, lei ha iniziato a piangere e si è appoggiata al mio petto.
– sai di cosa ho voglia adesso?
Non lo sapevo, non sapevo che piega stava prendendo quella giornata assurda, ho pensato che se avesse detto qualcosa da MILF mi sarei svegliato dopo qualche minuto nel mio letto sudato e con l’amaro in bocca per aver fatto l’ennesimo sogno erotico.
Invece ha detto soltanto.
– di andare al cinema Eugene e dimenticarmi che sto morendo
E al cinema c’era un film con Sandra Bullock, e io odio Sandra Bullock, ma non mi sembrava il caso di questionare.

Eugene Victor

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