Pubblicato da: Sadugo | 28 marzo 2012

Dio parla nuovamente dei rapporti personali con un po’ di amarezza

In: Blueville in prima persona

Forse ho esagerato, non dovevo dirvi che avevate scassato un po’ il cazzo, è vero, ho un brutto carattere, ma non mi avete scelto proprio per questo? Non vi piace che io sia un po’ scostante e brusco? Quasi imprevedibile?
Però sto cercando di cambiare e voglio spiegarmi meglio su come vedo le cose tra di noi.
Ad esempio, una cosa che forse dovremmo rivedere nella nostra relazione è questa storia del sabato e della domenica che dovete per forza venire a casa mia tutti vestiti bene e stare un ora a dirvi sempre le stesse cose. Ci sono alcune cose che mi sento di farvi notare, la prima cosa che ho sul gozzo da almeno duemila anni, e che voi vi siete convinti che è casa mia, ma non è casa mia, e non so perché invece voi ne siate convinti. So che non riuscirò a farvi cambiare idea quindi per venirvi incontro sorvolerò su questo aspetto, però ci tengo a precisare che io non arrederei mai casa mia con tutti quei quadri cupi e deprimenti, per non parlare delle vetrate, odio perdere tempo a pulire i vetri, e poi le candele, insomma, non rispecchia proprio il mio stile. Io probabilmente avrei messo due Billy e qualche Expedit per tenere i miei libri, una bella tv per vedermi i film, insomma, niente di speciale.
Ma siccome vi voglio bene mi farò una ragione del fatto che per voi quell’ammasso di paccottiglia è casa mia.
Vorrei dirvi però un paio di cose su come sta andando da un pezzo a questa parte, la prima è che quando si va a casa delle persone ci si va per sentire come se la passano, ci s’interessa della loro vita, si chiede come stanno i loro figli, come va il lavoro o se sono felici della loro vita. Si chiama interessarsi agli altri. Non voglio fare il pignolo ma voi ogni sabato e domenica venite a casa mia, anche se come detto non è casa mia, è state due ore a blaterare di cose assurde, sempre quelle, in duemila anni ci fosse stato qualcuno che invece di mettersi li facendo finta di sapere come la penso io mi avesse chiesto davvero come me la passo. Insomma, non è per fare il difficile però non è così che si diventa amici di qualcuno.
E anche su questa storia dei duemila anni avrei una cosa da aggiungere. Io sono un tipo insistente è vero, sicuramente lo avrete notato dal fatto che alcune decisioni che ho preso ormai millenni fa sono rimaste inamovibili, però ve lo devo dire, se mi fosse capitato di andare ogni sabato e domenica a casa di qualcuno per trovarlo e lui non si fosse mai fatto vedere probabilmente mi sarebbero venuti dei dubbi.  Insomma, per i primi 500 anni (a stare larghi e a venirvi incontro) forse mi sarei detto semplicemente che questo tipo aveva da fare, da li ai 1000 magari mi sarei chiesto se era una buona idea invadergli casa tutti i fine settimana e forse mi sarei detto di no. Ma poi, dai 1000 ai 2000 avrei realizzato, anche se con un po’ di rammarico lo ammetto, che forse quel tipo di me non ne voleva proprio sapere e avrei cominciato a cambiare modo di approcciarmi a lui, o più realisticamente avrei preso ad andare a casa di qualcun’altro.
Insomma, non voglio dire che è finita, ma forse è arrivato il momento di iniziare a vedere altre persone e a frequentare posti diversi.

Dio

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