Pubblicato da: Sadugo | 23 aprile 2012

Serve più movimento Vincent Freeman

Verbale dell’incontro tra il Sindaco Edward Kane, l’Assessore Gertrud Fitzelbert e il vice-presidente della Tutte Storie spa.

GERTRUD: Edward?
ED KANE: Gertrud
GERTRUD: Edward c’è qualcosa che non va nella nostra città
ED KANE: impossibile Gertrud
GERTRUD: lo pensavo anch’io Edward eppure è così
ED KANE: Gertrud, sai quanta fiducia riponga in te, ma ti ho passata da commessa della Pennuti e Piumati dove allietavi i clienti con frasi e doppi sensi ad assessore all’umanità da soli quattro anni, che permettimi di dire, sono un po’ troppo pochi per poterti concedere analisi sociologiche.
GERTRUD: Edward, c’è qualcosa che non va a Blueville, e il tuo cinismo non mi farà cambiare idea
ED KANE: Gertrud, è impossibile, solo negli ultimi dieci anni abbiamo fatto cose che nessuna altra giunta ha fatto e nessuno si è mai lamentato. Abbiamo pagato con i soldi dei cittadini la nuova sala del bingo a padre Barry permettendogli di continuare a borseggiare le vecchiette della città, vecchiette della città che paiono morire dalla voglia di farsi borseggiare da uomini vestiti di nero come lui. Quella sala bingo, Gertrud, che ci ha permesso di ricoprire di soldi l’impresa edile di tuo figlio, che poi è anche mio segretario e segretario del nostro partito. Inoltre abbiamo fatto circa trenta chilometri di piste ciclabili che non portano in nessun posto utile, e abbiamo assunto dei dipendenti comunali per farceli andare avanti e indietro in modo da non destare sospetti sul fatto che stessimo sprecando i soldi dei contribuenti, anche se per farlo abbiamo, guarda un po’, dovuto sprecare esattamente i soldi dei contribuenti. Non parliamo poi del fatto che tutta la mia famiglia è nel mio partito, e anche la famiglia della moglie di mio figlio è nel mio partito, e infatti “mio” non è mai stato un pronome possessivo come in questo caso. I libri di grammatica dovrebbero tenerne di conto in caso avessero bisogno di un esempio.  Infine abbiamo costruito case popolari in amianto, eretto zone industriali su ogni campo coltivabile, messo in cantiere inceneritori, finanziato progetti senza nessuna logica meritocratica e abbiamo fatto tutto questo, ci tengo a ricordarlo perché anch’io a volte stento a pensare che sia vero, come amministrazione di sinistra.  Beh, Gertrud, potrei continuare così all’infinito, ma solo questo dovrebbe darti la misura del fatto che oggi non c’è niente che non possa andare nella nostra città
GERTRUD: ….
ED KANE: ….
GERTRUD: eppure Edward, io sono sicura che non è così
ED KANE: Gertrud, arriviamo subito al punto che ti assilla o dobbiamo girarci un po’ intorno come di solito ami fare?
GERTRUD: Edward, non volevo dirtelo per non sembrare ingrata ma, devo essere sincera, essere assessore di una amministrazione di sinistra è noioso, non succede mai niente, a parte qualche appalto truccato o qualche indagine per legami un po’ sospetti con imprenditori poco dediti all’integrità morale, non c’è mai nient’altro di veramente entusiasmante, serve un po’ di movimento
ED KANE: il mondo ci chiede questo Gertrud, ci chiedono di anestetizzare, di assopire, di appianare, e noi lo stiamo facendo con classe direi. Se vuoi la gente in piazza con i forconi devi cercarti una giunta di centro destra
GERTRUD: ….
ED KANE: ma prosegui pure Gertrud, so che tutto questo giro di parole ti porterà a chiedermi qualcosa
GERTRUD: Edward tu sai che in questi anni mi sono data da fare molto per risolvere il problema degli immigrati e diciamocelo francamente, non riuscendo a farli smettere di arrivare ho fatto finta che mi piacessero. Così ho passato questi anni a farli giocare, a organizzargli feste, cene, fiere. Movimento, appunto
ED KANE:  ….
GERTRUD:  ci ho lavorato talmente tanto da sentirla un po’ una cosa mia l’immigrazione, non so se capisci?
ED KANE:  certo Gertrud, da qualche anno a questa parte direi addirittura che non si può essere negri a Blueville senza il tuo permesso
GERTRUD:  e questo Edward, come tu sai bene, ci ha permesso di essere la città con più negri della zona. Le statistiche del ministero hanno parlato chiaro
ED KANE:  aggiungo, permettendoci di nascondere le nostre politiche corrotte e autoritarie dietro la facciata di una amministrazione accogliente e attenta ai temi etici
GERTRUD:  ma oggi non è più così
ED KANE:  cioè?
GERTRUD:  a Illville da oggi hanno più immigrati di noi
ED KANE:  cosa intendi dire?
GERTRUD: ho letto i dati del governo, 7 Bengalesi in più, pare che una famiglia Indiana si sia traferita la per far studiare i figli
ED KANE:  Cristo, dobbiamo fare qualcosa Gertrud
GERTRUD:   Edward, per questo ho portato il signor Outspan Foster, Ex agente della Tutte storie Spa.
ED KANE:  ci siamo già incontrati
GERTRUD: allora come saprai loro modellano le comunità  a seconda delle necessità dei politici, tu vuoi fare delle leggi repressive contro i giovani? loro ti arredano la città con un branco di bulli teste di cazzo graffitari che ti permettono di avere il consenso dei cittadini quando farai una legge sul coprifuoco. Edward, loro non amano vantarsene ma sono quelli che hanno messo gli ebrei in Europa per fare un piacere a Hitler
ED KANE:  cristo Gertrud, ma dove li hai trovati?
GERTRUD:   su internet Edward, su internet trovi di tutto
ED KANE:  ma cosa dovremmo chiedergli esattamente?
GERTRUD: un lavoro da poco, voglio che Blueville diventi la città con più immigrati del mondo
ED KANE:  più di Londra e New York?
GERTRUD: se necessario si
ED KANE:  ma perché?
GERTRUD: per il movimento Edward, per il movimento
ED KANE: non stai perdendo di vista la realtà Gertrud?
GERTRUD: Edward, loro lo possono fare
ED KANE:  ….
GERTRUD: Edward prova a immaginare dei Tibetani vestiti d’arancione alle fermate dei tram, non sarebbe bello?
ED KANE: ma non ho mai sentito parlare di migrazione tibetana
GERTRUD: voi lo potete fare, vero signor Foster?
Testa che annuisce.
GERTRUD: poi vorrei anche qualche mongolo, nessuna città ha una comunità mongola, ne voglio un po’ Edward
ED KANE: signor Foster, ma si possono avere un po’ di mongoli?
OUTSPAN FOSTER:  certo signor Kane
ED KANE: e a costi come stiamo messi?
OUTSPAN FOSTER: sono un po’ più cari dei Bengalesi ma costano meno dei Tibetani, a volte danno un po’ di problemi d’integrazione, sono pur sempre asiatici, non dimenticatevelo
GERTRUD: Edward me ne occuperò io, m’inventerò qualche festa tradizionale mongola da festeggiare se necessario
ED KANE: ….
GERTRUD:….
ED KANE: è che, non so, in fondo l’idea dei Tibetani non era male, non sono quel che si dice un esteta ma le loro tonache s’intonerebbero benissimo con gli autobus della nostra città
GERTRUD: scusa Edward, chiudiamo quel centro per anziani con il Parkinson e prendiamo sia i Tibetani che i Mongoli
ED KANE: Gran bella idea Gertrud, però mi sfugge una cosa, come facciamo con gli immigrati quelli veri, quelli poveri e sudici che non vengono alle tue feste, che stanno ore e ore seduti nei parchi della nostra città, che importunano le nostre donne, che svaligiano gli appartamenti, dobbiamo tenerceli?
GERTRUD: Cristo Edward, sei così negativo, servono anche loro, fanno numero
ED KANE: non sono negativo, voglio semplicemente ponderare tutto
GERTRUD:  Edward, quando i nostri cittadini vedranno i mongoli a cavallo per le strade di Blueville nemmeno faranno caso agli zingari che li borseggiano o agli slavi che gli stuprano le figlie
ED KANE: ne sei convinta Gertrud?
GERTRUD: mai stata così convinta
ED KANE: ma non desterà dei sospetti l’apparizione improvvisa di monaci tibetani in città?
OUTSPAN FOSTER:  permettetemi di dirle che era la stessa paura di Adolph con gli ebrei Signor Kane, mi pare che per la Germania abbiamo fatto un ottimo lavoro, non crede?
ED KANE: e che non mi figuro la cosa, insomma, sarebbero strani dei monaci tibetani su una zattera in mezzo all’oceano che cercano di raggiungere le nostre coste
GERTRUD: Dai Edward, non fare il difficile, quando finanzi tutte le follie ascetiche di Padre Barry non sei così cauto, mica ti devo ricordare che gli hai costruito un palazzetto dello sport, sei piscine, dieci campi da tennis e una pista da sci solo perché ti aveva detto che Dio gli aveva mandato Steve Prefontaine in sogno a dirgli che lo sport avvicinava a Dio
ED KANE: hai ragione Gertrud, anche se con tutti questi discorsi non mi ricordo più perché lo stiamo facendo, mi sembra un ottima idea questa degli immigrati! quindi forza, diamo una lezione a quelli di Illville! Signor Foster, prenda nota, vogliamo gli immigrati più belli e colorati di tutte le altre città, ma ovviamente dovrebbero avere anche un’aria triste per dare una parvenza di umanitario a tutta la faccenda
OUTSPAN FOSTER: belli ma infelici, tristi ma colorati, se ho capito bene
ED KANE: esattamente e, niente cinesi, slavi o africani sporchi, vogliamo cose di nicchia, sia ricercato  e minuzioso nel suo lavoro, mi raccomando
OUTSPAN FOSTER: certo Signor Kane
GERTRUD: come sono felice Edward
ED KANE: un ultima cosa Gertrud
GERTRUD: dimmi Edward
ED KANE: quando il Signor Outspan Foster avrà fatto il suo lavoro e saremo la città con più immigrati del mondo dovremmo fare un evento per celebrare quel momento
GERTRUD: lo sento dal tono della voce che hai già in mente qualcosa
ED KANE: secondo lei Signor Foster, è possibile far venire Lionel Messi a Blueville?
OUTSPAN FOSTER: non sarebbe molto credibile come migrante ma ci possiamo provare
ED KANE: no no, ma cosa ha capito? Voglio un evento, Messi dovrà venire a Blueville per celebrare il nostro record, senta a cosa ho pensato, non sarebbe fantastico se potessimo radunare tutti gli immigrati in strada e chiedere a Messi di dribblarli tutti?
GERTRUD: è un idea bellissima Ed!
OUTSPAN FOSTER: anche a me pare abbia dei contorni di genialità, complimenti Signor Kane
ED KANE: avevo paura a dirla pensando di passare per provincialotto
GERTRUD: Edward tu dovresti diventare presidente della Repubblica

Vincent Freeman

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